Subito dopo l’uscita #Darklight resta stabile per una settimana in 3° e 4° posizione della classifica classica italiana di iTunes. Allo stesso tempo entra nei primi 100 posti della classifica USA di iTunes e si piazza sempre entro la posizione 150 dei nuovi album più ascoltati di Spotify praticamente in tutto il mondo (classifica che abbraccia tutti i generi musicali e include circa 5000 titoli).

Grazie a tutti voi per il sostegno e il supporto a questo nuovo progetto di Floraleda!

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Just after the release, #Darklight remains for a week in 3rd and 4th position of Italian Classical iTunes chart. At the same time, the album enters the top 100 places in the iTunes USA charts, and it always falls within the 150th most popular new  albums on Spotify, basically in every nation of the world (a list that embraces all music genres and includes about 5000 titles).

Thanks to all of you for the love and support to this new project by Floraleda!

 

RECENSIONI

Floraleda​, #Darklight ★★★★☆

Already renowned for her interpretations of John Cage and Philip Glass, on #Darklight Italian harpist Floraleda Sacchi explores the work of a younger generation of composers such as Olafur Arnalds, Max Richter and Nils Frahm. Working solo with acoustic and electric harps, electronic devices and ambient recordings, her compelling interpretations expose the enigmatic quality of the compositions. Max Richter’s “Andras”, for instance, emerges from a buzzing cloud into delicate clarity before slipping back into the fog; while for Nils Frahm’s “Hammers”, a rhythmic bass pulse carries the kind of intense fingerpicking employed on early Leonard Cohen tracks. Her ambient recordings are variable – the sounds made by icebergs shearing off from ice shelfs, used in Roberto Cacciapaglia’s “Antartica” are less cliched than the showers used in Richter’s “Europe After The Rain” – but the only real misstep here comes with the oldest piece, DJ Tiesto’s dance remix of Barber’s “Adagio For Strings”, where the overly busy beat straps too tight a girdle around music which needs to be allowed to wilt.
Andy Gill, The Independent

 

La ricerca dell’equilibrio. 
Protagonista del disco è il suono. Le composizioni sono di autori importanti (da Richter a Cacciapaglia, da Hisaishi a Martynov), ce n’è anche una dell’arpista stessa, We arrive from far away, ma è l’ambiente sonoro la novità portata da Floraleda Sacchi. Fruscii e interferenze; la delicatezza dell’arpa che si fa aggressiva grazie all’elettronica; l’elettronica che a sua volta rende più morbida la percussione feroce sulle corde. L’equilibrio personale cercato è frutto di un lungo lavoro di sperimentazione, ma anche di riflessione, come mostrano alcune massime riportate nel libretto.
L’Avvenire, 24/06/2017, Federico Capitoni

Un altro viaggio audace, nelle tappe geografiche e nelle tinte di otto diversi autori – compresa l’interprete. Le molteplici anime sonore dell’arpa elettrica si appropriano di stili e linguaggi reciprocamente eretici ma sporti sulla modernità (le musiche sono di Richter, Cacciapaglia, Frahm, Barber, Mansell, Hisaishi, Martynov, Arnalds) e disegnano una “mappa” coloratissima e fatta di ritmi e spezie sonore inconsuete.

(#Darklight per La Repubblica, 28 maggio 2017)